Lo scopo dell'educazione è arrivare alla maturità attraverso la formazione culturale, tecnica e professionale, la formazione della personalità, la formazione sociale.

Questo fine può essere raggiunto solo con la consapevole interazione dei docenti, degli alunni e dei loro genitori che sono copartecipi di ogni processo formativo e referenti principali della scuola cui hanno affidato i loro figli.

Gli alunni sono considerati nella loro dimensione di crescita, nella profonda complessità del momento adolescenziale, tenendo conto del loro procedente vissuto e soprattutto delle migliori prospettive future, considerando sempre le possibilità di recupero, di sviluppo e di maturazione.

La preoccupazione principale è quella di coinvolgere positivamente l'alunno nella attività didattica cercando di rimuovere tutti quegli aspetti soggettivi e oggettivi che possono rendere vano il processo formativo, per far conseguire a tutti il miglior risultato possibile, in una scuola che sia seria e impegnata senza sacrificare la serenità degli studenti.

Le verifiche sono recuperate nel loro significato educativo e didattico di misurazione del grado di raggiungimento degli obiettivi prefissati e resi noti con chiarezza e concretezza agli alunni, cercando di destrutturare quella mentalità scolastica che considera le valutazioni e i voti come lo scopo finale, comunque raggiunto.

Il raggiungimento degli obiettivi prefissati riguardanti sia la classe che i singoli alunni diventa il parametro con il quale confrontarsi e la valutazione deve trovare spazio per un'analisi tendente a mettere in luce e possibilmente a rimuovere le cause che possono aver provocato l'insuccesso.

LA SCUOLA: un piccolo mondo dove la formazione culturale e la preparazione professionale non sono disgiunte dagli aspetti formativi della persona che trae numerosi vantaggi da questa ricca e molteplice realtà sociale giovanile.